23/01/2020  in CREMONA

Era tra i familiari dei detenuti della Casa Circondariale di CREMONA che attendevano di effettuare il colloquio con i congiunti ristretti, ma era anche in possesso di sostanza stupefacente diretta al ristretto abilmente occultata nel pacco viveri che non è però sfuggita agli attenti controlli dei poliziotti penitenziaria. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
Commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “La donna era entrata in carcere per fare il colloquio con il familiare detenuto ed aveva portato con sé un pacco viveri destinato al ristretto. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno però colto segnali di nervosismo e hanno sottoposto il contenuto del pacco ad un attento controllo, rinvenendo quattro ovuli di hashish nascosti nello spezzatino di carne. La donna è stata denunciata e la droga sequestrata. Nonostante le esigue risorse di personale, ancora una volta si è riusciti a bloccare questi ripetuti tentativi di introdurre sostanze stupefacenti in carcere. Va quindi dato atto e lustro al personale di Polizia Penitenziaria in servizio che quotidianamente, solo grazie all’esperienza e professionalità, riesce a reprimere e a prevenirne reati d'ogni genere, che si verificano all'intero degli istituti penitenziari. Questo ennesimo rinvenimento di droga destinata a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Cremona a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente oggetti e sostanze stupefacenti in carcere. Nonostante nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicità e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalità della Polizia Penitenziaria”.
Capece evidenzia come “quel che è accaduto a Cremona ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri, come ad esempio i body scanner che potrebbero comunque aiutare molto in termini di prevenzione e contrasto circa l’introduzione di materiale illecito e non consentito nelle carceri”.

 

22/12/2019  in  SEGRETERIA LOMBARDIA

 

 

06/12/2019  in MILANO I.P.M.

Il tempestivo intervento di due Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere minorile milanese è stato probabilmente determinante per assicurare le tempestive cure ad un automobilista vittima di un grave incidente stradale proprio davanti al ‘Beccaria’. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE per voce del Segretario regionale della Lombardia Alfonso Greco: “Ieri sera, verso le 23, in via dei Calchi Taeggi quasi davanti l’ingresso dell’istituto penale minorile di Milano, due Agenti di Polizia Penitenziaria, dopo avere assistito a un incidente stradale con ribaltamento di un’auto, sono immediatamente intervenuti sul posto, rinvenendo alla guida un uomo di mezz’età in gravi condizioni. Essendo le portiere bloccate, i poliziotti sono riusciti a tirarlo fuori dal mezzo dal vetro posteriore dell’automobile. Un intervento tempestivo e deciso, che ha successivamente permesso le prime cure da parte dei sanitari e l’intervento dei Vigili del fuoco. L’uomo è stato quindi portato Ospedale, ma il tempestivo intervento dei due bravi poliziotti penitenziari in servizio al Beccaria è stato certamente determinante per assicurare al ferito immediate cure e un pronto soccorso”.
“Spero e mi auguro che ai due bravissimi poliziotti penitenziari in servizio nell’Istituto penale per minorenni di Milano sia riconosciuta un’adeguata ricompensa ministeriale, prevista per il personale che si distingue proprio per interventi come questi. I due Agenti sono intervenuti di notte, in condizioni critiche anche in termini di sicurezza personale, in mezzo alla strada, per garantire all’uomo ferito tempestive cure sanitarie. Sono stati bravi e, dunque, meritano di essere premiati”, è l’auspicio del Segretario Generale del SAPPE Donato CAPECE.

 

02/12/2019  in LODI

 

14/11/2019  in VARIE

 

30/10/2019  in VOGHERA

Fruttuosa perquisizione nel carcere di Voghera. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Voghera che, nonostante la cronica carenza di personale, non rinunciano al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti. L’apparecchio, di dimensioni minime, era all’interno di un pacco, abilmente occultato, indirizzato ad un detenuto italiano, che però non è sfuggito all’attenzione ed alla professionalità del personale di polizia penitenziaria del carcere di Voghera che ha esaminato con grande attenzione e scrupolo il pacco. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo. Si pensi che, dall’inizio dell’anno, sono stati trovati nelle varie carceri d’Italia quasi 1.600 telefonini!".

Capece ricorda che con una comunicazione ministeriale dello scorso maggio si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Voghera in servizio nel carcere. Perche?”

Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Voghera rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

 

23/10/2019  in MILANO BOLLATE

Movimentata perquisizione nel carcere di Bollate, considerato una eccellenza nella detenzione. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando in una cella diverso materiale pericoloso non consentito. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardi del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Ieri sera i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione straordinaria all’interno del carcere di Bollate occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente,   non è consentito il possesso. Parliamo di un telefono cellulare, lame affilate, un punteruolo, un cacciavite. Ma quel che più è significativo è ill sequestro di più di 50 buste di tabacco che probabilmente venivano utilizzate per traffici illeciti. Un plauso alla Polizia Penitenziaria di Bollate per l’attenta ed accurata perquisizione fatta con successo, ma il SAPPE rinnova la richiesta al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.
"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo".
Capece fa riferimento ad una comunicazione ministeriale dello scorso maggio con cui si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari avea ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Bollate. Perche?”
Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Bollate rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.